31-03-2006

Bernard Tschumi, Zénith Concert Hall, Rouen, France 1998-2001

Bernard Tschumi,

sport, Teatri, SPA, Auditorium, Aziende,

Cemento, Metallo,

Con l'obiettivo di creare uno strumento in grado di incrementare sia l'espansione economica che lo sviluppo culturale della città, l'amministrazione di Rouen ha bandito, nel 1997, un concorso ad inviti per la realizzazione di un complesso che ospitasse manifestazioni culturali, sportive ed espositive.



Bernard Tschumi, Zénith Concert Hall, Rouen, France 1998-2001 Uno dei fattori di maggior fascino dello Zénith di Tschumi è sicuramente la sagoma della sala per concerti: una struttura composta da archi di acciaio tubolare a raggio costante, con un'orditura secondaria di profili rettangolari, e rivestita con pannelli in lamiera ondulata di acciaio. Se in un primo momento la geometria della sala per concerti sembra un semplice toro metallico, avvicinandosi ci si accorge che è costituita di due gusci ellittici, il cui leggero sfasamento apre una breccia nel rivestimento opaco.
Questa grande faglia verticale, vetrata su tutta l'altezza, individua l'ingresso principale dell'edificio e dà accesso direttamente al foyer, il quale è compreso tra il guscio esterno di metallo e la struttura in cemento a vista dell'auditorium.
Quest'ultimo può ospitare fino a 7000 spettatori e ha una conformazione ellittica leggermente asimmetrica, che da un lato crea un'atmosfera più idonea ai concerti pop, dall'altro permette di riconfigurare il teatro secondo le manifestazioni ospitate.

Un sistema di pesanti tende nere, appese ad una serie di passerelle, organizzate secondo una trama ortogonale, possono essere usate per modulare lo spazio scenico e la cavea nelle diverse occasioni.
La trasparenza delle sedie in policarbonato, appositamente disegnate, crea degli affascinanti giochi di riflessioni e rende perfettamente visibile la struttura a gradoni della platea che ricorda quelle degli anfiteatri greci.
Tschumi ha rifiutato le coperture gonfiabili, comuni a tutti gli Zénith, optando per una struttura reticolare sorretta da tre alberi tiranti, che consentono di evitare la presenza di pilastri al centro della sala e, da lontano, rappresentano un elemento visivo di forte impatto.
Il lungo rettangolo vetrato della sala per le esposizioni consente una grande varietà di schemi organizzativi ed è adatto sia per accogliere eventi con grande pubblico che fiere commerciali o meeting aziendali.

Tschumi non si è fatto limitare dalla povertà dei materiali utilizzati ma li ha messi in scena nella loro nudità: giocando sul non colore del cemento e dell'acciaio, sulla trasparenza del policarbonato, sulle fonti di luce è riuscito a creare un'architettura sognante ed evocativa.

Flores Zanchi

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