08-11-2017

L'architettura brutalista, dall'Europa alle Vele di Napoli.

John Madin, Erling Viksjø, Franz Di Salvo, Vulcanica Architettura,

Eugene Keogh,

Birmingham, UK, Oslo, Napoli,

Social Housing, Biblioteche, Edifici governativi,

Cemento,

L'architettura brutalista gode, almeno sul web e nell'editoria, di un grande revival.



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L'architettura brutalista, dall'Europa alle Vele di Napoli. L'architettura brutalista gode, almeno sul web e nell'editoria, di un grande revival. Come vengono trattate queste architetture nella realtà rivela invece un altro approccio, tema che abbiamo già trattato con esempi da Oslo a Birmingham e ora passiamo alle Vele di Napoli in Italia.


Ricordate dell'Y-Block a Oslo, opera brutalista dell'architetto norvegese Erling Viksjø (1968), quale elemento del quartiere governativo dalla pianta iconica a Y, con il murales The Fisherman (1970) di Pablo Picasso (1970), e realizzato dall'artista Carl Nesjar? Danneggiato durante l'attacco terroristico del 2011 era a rischio di demolizione, ma proprio a fine ottobre il governo norvegese ha dichiarato che “la demolizione dell'Y-Block non è più una premessa per la realizzazione del nuovo quartiere”, rispondendo quindi alla grande mobilitazione in difesa dell'architettura brutalista. 
Meno fortuna ha avuto invece la Birmingham Central Library, progettata dall'architetto John Madin (1924-2012) e demolita nel corso del 2015. Uno ziggurat rovesciato in calcestruzzo a vista datato 1974, decantato dallo storico di architettura Nikolaus Pevsner come: “migliore esempio degli edifici pubblici del dopoguerra a Birmingham” e di cui abbiamo condiviso le immagini realizzate dal fotografo Eugene Keogh.
In Italia un destino simile sta aspettando ciò che rimane di Le Vele a Scampia, quartiere di Napoli. Il progetto dell'architetto Franz Di Salvo (1913-1977) per un complesso abitativo di sette unità costruite tra il 1962 e il 1975 nel comprensorio di Secondigliano a Napoli che si ispirò alle “unités d'habitation” di Le Corbusier, diventando portatore di soluzioni compositive e tecniche innovative in quelli anni in Italia. Quando Le Vele furono occupate, dopo il terremoto del 1980 in Irpinia, iniziò il degrado del quartiere. Puntando sulla demolizione per risolvere i problemi sociali, dal 1997 al 2003 ne vennero abbattute 3, per poi essere rimpiazzate da palazzine, senza peraltro migliorare l'offerta di servizi comunitari. Una scelta che non lascia spazio a un recupero ragionato e sostenibile, come paventato da alcuni progettisti, tra cui Vulcanica Architettura di Napoli, per dare una seconda chance a uno dei rari esempi di architettura iconica brutalista italiana. Perché come dicono Marina Borrelli, Eduardo Borrelli e Aldo di Chio, titolari di Vulcanica Architettura, “abbattere Le Vele è come bruciare le streghe in piazza”.

Christiane Bürklein

Y-Block, Oslo – http://www.floornature.com/blog/picasso-risks-being-demolished-in-oslo-10140/, http://www.floornature.com/blog/demonstration-to-defend-y-block-in-oslo-10321/, http://www.floornature.com/blog/follow-up-y-block-protest-oslo-10350/
Birmingham Central Library, UK - http://www.floornature.com/blog/birmingham-central-library-demolition-has-begun-10281/
Le Vele, Scampia, Napoli, Italia
Progetto: Franz Di Salvo
Anno: 1962-1975
Immagini di Le Vele: courtesy of Vulcanica Architettura

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