26-07-2017

L’architetto Pier Maria Giordani… in cucina

Recs Architects,

Milano, Dubai, Torino,

Dress your kitchen

Il progettista ha poco tempo per cucinare, ma adora i tortelli d’erbetta, che lo fanno sempre sentire a casa e in famiglia. Perché «il cibo ha questo potere: attraverso il gusto affiorano nella memoria momenti che sembravano perduti»



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L’architetto Pier Maria Giordani… in cucina L’architetto Pier Maria Giordani è il Ceo dello studio Recs Architects, da lui fondato nel 2011, con sedi a Parma, Milano, Fortaleza e Dubai.
Nel 2012 Recs Architects è stato consulente di WDCE Company a Pechino, per la riprogettazione della città di Boutou, nella Mongolia meridionale. Nel 2013, ha partecipato, come capogruppo, al concorso internazionale per la Biblioteca Nazionale di Helsinki, e si è classificato primo nella Best Upper Class.
Nel 2014, lo Studio ha progettato la prima Smart City in social housing del mondo, a Croatà, Brasile, attualmente in costruzione, presentata da Giordani nel luglio 2015 all’Expo di Milano. E nel 2016 la prima Smart Square d’Italia a Torino, Piazza Risorgimento, realizzata nello stesso anno.
Tra gli ultimi progetti, quello per il nuovo ristorante “I Du Matt” di Parma, che esalta la famosa tradizione gastronomica della città emiliana con un concept internazionale e un uso discreto, ma importante, del verde: alberi e pareti vegetali all’interno e un orto urbano prospicente il locale, con ortaggi, piante officinali e spezie.
Il primo pensiero, Pier, quando entri in cucina?
«Ah, se avessi tempo di mettermi ai fornelli!!».
Il piatto più rappresentativo della tua vita e perché.
«È legato al ricordo della mia città e della mia famiglia: i tortelli d’erbetta. Mia nonna ha insegnato alla mia madre a farli: stessa ricetta e stesso gusto da quarant’anni. Quando torno a casa e mangio i tortelli, mi sento davvero in famiglia, con i miei affetti più cari. Il cibo ha questo potere: attraverso il gusto affiorano nella memoria momenti che sembravano perduti».
Il vino che ti fa battere il cuore?
«Non sono un grande intenditore di vini, ma ho amici molto bravi che sempre mi consigliano; ultimamente sto provando tutte le varietà di Syrah».
Cos’è per te il top in cucina?
«Il top in cucina è il cuoco. È il re nel suo mondo. È uno spettacolo vederlo all’opera mentre crea».
Quale ingrediente non può mai mancare?
«Penso che le spezie e gli aromi siano importantissimi».
Qual è l’oggetto più divertente che hai in cucina?
«Sarò banale, ma lo spremiagrumi di Stark».
L’ultima volta in cui hai mangiato bene.
«Ho mangiato benissimo da “Roberto’s” a Dubai, ristorante italiano in cui i prodotti sono sempre selezionatissimi, e a Parma dai “Du Matt”, cucina parmigiana al top».
Qual è la ricetta che ti viene meglio?
«Il mio cavallo di battaglia in cucina è il roastbeef di carne di cavallo».
Quali qualità apprezzi in un cuoco?
«Un cuoco deve essere soprattutto preparato sul cibo e sulle sue qualità. Sembra superfluo, ma non tutti ne conoscono le particolarità. A mio parere fa la differenza, soprattutto quando il cuoco fa la spesa!».
Che significato ha per te il cibo?
«Il cibo è uno dei quattro piaceri della vita».
E come dice un antico proverbio cinese, nessuno ha mai capito quali siano gli altri tre…

Mariagrazia Villa

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