09-10-2002

Ellerbe Becket: il Guangdong Olympic Stadium di Guangzou, 2002

Paesaggio, Hotel, Centri Commerciali, sport, SPA, Alberghi, Stadi,

E' terminata proprio nel 2002 la costruzione del Guangdong Olympic Stadium, progettato dall'Architetto americano Ellerbe Becket e realizzato a Guangzou, una località della Cina che a breve si preparerà ad ospitare le olimpiadi estive del 2008.



Ellerbe Becket: il Guangdong Olympic Stadium di Guangzou, 2002 Questa struttura mastodontica contiene oltre 80.000 posti a sedere, uno spazio di 10.000 metri quadri riservato al centro commerciale, un club di atletica, un servizio buffet ed un albergo formato da 100 camere e 100 suites. Il tutto sorge all'interno di un complesso architettonico di 930.000 metri quadri, che includerà a sua volta un hotel ed altre strutture sportive; insomma, verrà a crearsi un vero e proprio centro ricreativo a livello regionale, facilmente accessibile grazie alla vicinanza dell'autostrada.

Nella realizzazione dell'Olympic Stadium hanno avuto un peso rilevante le tradizioni ed il folclore del popolo cinese: basti pensare ai numerosi elementi che rievocano la cultura e gli usi locali, affermando in maniera decisa l'identità dello stadio come simbolo dell'orgoglio nazionale.
La località di Guangzou è caratteristica per il suo paesaggio verdeggiante ed il clima mite, tanto che viene denominata "la città dei fiori"; per sviluppare il tema floreale, gli architetti hanno pensato di realizzare le colonne un po' più spostate verso l'interno, dando così l'impressione che l'area dello stadio contenente i posti a sedere si erga dal terreno sottostante proiettandosi verso l'alto proprio come i petali di un fiore. Inoltre, sul bordo del tetto viene evocata la rappresentazione del fiume che attraversa Guangzou, il cosiddetto "Pearl River", ossia "fiume della perla".
Entrambe le falde del tetto sono lunghe 75 metri e larghe 16 e vengono sostenute, lungo il bordo, da ventuno paia di piloni: a partire dal centro, s'increspano con un andamento serpeggiante e la loro particolare ondulazione sembra raffigurare il nastro rotto da un corridore che raggiunge il traguardo. La fluidità di tali forme si accompagna alla staticità della pista e del campo di calcio.
Stando a quanto ha sostenuto Becket, il team di persone che ha lavorato al progetto ha trascorso la maggior parte del tempo nel cercare di capire come si potessero combinare tra loro i vari colori per dar vita ad un effetto che fosse estremamente naturale e dinamico; a tal proposito, è andata in porto l'idea di richiamare l'andamento ondulato del tetto attraverso sfumature di colore nelle mattonelle del pavimento, nei posti a sedere e persino negli impianti costruiti all'esterno dello stadio. Il risultato è stato davvero sorprendente, superando di gran lunga le aspettative degli stessi architetti e convincendoli che l'esplorazione di nuove tecniche molto spesso apporta innovazioni determinanti anche per progetti futuri.
Alcuni particolari sono stati realizzati a mano, visti i bassi costi delle materie prime locali rispetto a quelle che si acquistano negli Stati Uniti: ricordiamo, per esempio, le bellissime decorazioni presenti sul pavimento e l'uso di travi ed archi che servono a collegare le diverse parti del tetto. L'impiego dell'alta tecnologia, invece, si è rivelato necessario per garantire un ottimo impianto di sicurezza, il quale verrà sperimentato per la prima volta ai giochi olimpici del 2008: sono stati costruiti cancelli e recinzioni invalicabili, con lo scopo di ridurre al minimo le normali preoccupazioni che si verificano di solito durante le più importanti manifestazioni sportive.

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